il nostro staff

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sabato 16 maggio 2015

CIBI PERICOLOSI


Cibi innocui per gli umani possono non esserlo per gli animali. Il cacao, per esempio, è tossico sia per il cane che per il gatto poiché contiene teobromina, un alcaloide presente nel cacao (e in piccola quantità nel tè) nocivo al loro metabolismo. Tuttavia, non è il caso di spaventarsi se l’ esuberante cucciolo ha mangiato di nascosto un paio di cioccolatini al latte, dato che gli effetti negativi si fanno sentire solo a un certo dosaggio. La dose letale di teobromina è di 330 mg/kg di peso e nel cacao ci sono circa 1,4 g di teobromina ogni 100 grammi. Quindi per un cane di 20 kg la dose letale è di circa mezzo chilo di cioccolato 100% cacao, o di diversi chili nel caso di cioccolato al latte dove il cacao è molto diluito. Ovviamente possono comparire disturbi seri a dosi inferiori, sempre a secondo del quantitativo di cioccolata e dal contenuto in cacao. I sintomi dell’intossicazione sono vomito, diarrea, irrequietezza, respiro affannoso, tremori muscolari e convulsioni. 
Attenzione anche a uva e uva passa, che possono provocare nei cani insufficienza renale acuta. Cosa provochi precisamente l'insufficienza non è noto e non è possibile determinare il dosaggio pericoloso, dato che ogni cane reagisce in modo differente. Il cane suscettibile all'intossicazione vomita dopo poche ore dall'assunzione dell'alimento e sviluppa insufficienza renale dopo 2 o 3 giorni.
Per il gatto è estremamente dannosa la cipolla, che provoca gravi danni al sangue. Le cipolle, infatti, contengono un composto (disolfuro di n-propile), che i gatti non sono in grado di metabolizzare e che agisce sui globuli rossi, rendendoli deboli e favorendone la rottura, provocando quindi anemia emolitica che può risultare anche fatale. I danni provocati dalla cipolla sono cumulativi, quindi piccoli assaggi sommano i danni nel tempo. I sintomi, che generalmente compaiono dopo 24 ore dall'ingestione della cipolla, sono vomito, diarrea, urine di colore scuro.

venerdì 15 maggio 2015

SPESE DETRAIBILI


Sapete che le spese sanitarie per i vostri animali possono essere detratte dall'imponibile?
Per legge, però, sono detraibili solo se l'animale da compagnia è "legalmente detenuto". In altre parole, l'animale (o gli animali) deve avere microchip e deve essere registrato all'anagrafe (nel Comune di residenza, ovviamente).
Attenzione, perché se non sussistono tali condizioni, l'importo eventualmente detratto verrà chiesto indietro dal fisco e verranno applicate sanzioni pecuniarie.
Oltre ai cani, altri animali soggetti ad identificazione obbligatoria sono i cavalli, oppure il furetto e il gatto a cui sia stato attribuito un pet passport.
Ai fini fiscali, il possesso legale è dimostrabile anche con regolari contratti di compravendita o certificazioni di adozione, atti a stabilire la certezza giuridica della proprietà.
L'Agenzia delle Entrate ha inoltre precisato che le spese veterinarie detraibili non possono essere superiori a 387,34 euro. La detrazione sarà calcolata sulla parte che supera l'importo di 129,11 euro. Ad esempio, per spese veterinarie sostenute per un totale di 400 euro, nel rigo andranno indicati 387 euro e la detrazione del 19 per cento sarà calcolata su un importo di 258 euro.
Insomma, la cosa non è semplicissima e se incontrate delle difficoltà vi consigliamo di chiedere consulenza al vostro commercialista.

martedì 12 maggio 2015

UNA CONVIVENZA PERICOLOSA?


Per quanto positivo, il rapporto bimbi-animali non è immune da rischi, che possono essere legati a diverse dimensioni o a incomprensioni. Un cane di grossa taglia, anche se buonissimo, può rappresentare un pericolo per un bimbo molto piccolo se si comporta in modo irruento, magari urtandolo e facendolo cadere a terra. Allo stesso modo, un bimbo può involontariamente far innervosire un animale sottraendogli il cibo, tirandogli la coda o mettendogli le dita negli occhi, tanto per fare qualche esempio. Per questi motivi si discute su quale sia l’età del bambino più idonea per poterlo lasciare da solo con un animale domestico. Ovviamente non esiste un numero magico e le soluzioni possono variare da caso a caso, ma si ritiene che la migliore età di partenza possano essere i cinque anni. È allora che l’autocontrollo del bambino secondo gli esperti diventa “interno”, permettendogli cioè di decidere autonomamente quale sia il corretto comportamento da adottare nelle varie situazioni. Inoltre, a quell’età il bambino ha raggiunto una sufficiente coordinazione e capacità motoria per evitare di fare involontariamente male all’animale di casa e, allo stesso tempo, per proteggersi da comportamenti un po’ avventati del suo amico a quattro zampe, come saltargli addosso, graffiarlo, mangiucchiare il suo cibo. Inoltre, anche se bimbi e animali generalmente sono capaci di inventarsi giochi da soli, gli adulti possono insegnare a entrambi qualche attività divertente, come giocare con una palla o sguazzare nell’acqua (bassa, per evitare pericoli) di una piscina. Attività che possono aiutare entrambi a migliorare coordinamento, capacità motorie, a imparare a nuotare e a non avere paura di immergersi. Col tempo, il cane o il gatto di casa diverranno per il bambino amici fedeli e insostituibili, mentre prendendosi cura del suo amico a quattro zampe, dandogli da mangiare o portandolo a spasso, il bambino sperimenterà un’altra esperienza appagante e arricchente, traendo insegnamenti utili per la sua crescita e per il suo futuro da adulto. Allo stesso modo, l’animale stringerà i suoi legami con gli esseri umani, e migliorerà le proprie capacità di socializzazione. Col tempo, e spontaneamente, la loro convivenza si trasformerà in un progetto educativo in grado di aiutare il piccolo a responsabilizzarsi verso chi è più debole e ad assumere un atteggiamento altruistico. Inoltre, il piccolo umano imparerà che sotto taluni aspetti gli animali sono molto simili a noi: amano e soffrono, sono allegri o tristi, curiosi o spaventati. Provano insomma sentimenti e sono in grado di condividerli. Quale regalo più grande si potrebbe fare a un bambino? E quale immagine più bella per dei genitori, se non quella di bimbo e cucciolo che crescono insieme imperando l'uno dall'altro?

VITA QUOTIDIANA IN CLINICA


lunedì 11 maggio 2015

CANI & FUNGHI


Per fortuna oggi si tratta di una credenza meno diffusa, ma un tempo persone prive di scrupoli utilizzavano i cani quali assaggiatori di funghi, per comprendere se questi ultimi fossero velenosi o meno. A parte il cinismo e la barbarie di un tale comportamento, che contempla il possibile sacrificio di un animale per un pugno di funghi, è dimostrato trattarsi di un espediente spesso inefficace. Uomini e cani hanno un metabolismo e una sensibilità alle tossine differente, quindi ciò che è letale per uno non è detto lo sia per l’altro.

GIORNATA NAZIONALE DEL CANE


sabato 9 maggio 2015

VITA DA GATTO


È importante fornire al gatto acqua e cibo a disposizione, una lettiera da pulire quotidianamente e delle dimensioni appropriate si consiglia di una lunghezza pari a 1,5 volte la lunghezza del gatto esclusa la coda); fondamentale risulta poi essere l'arricchimento ambientale con giochi, tiragraffi, posti per nascondersi (anche una banale scatola da scarpe). I gatti amano osservarci da luoghi tranquilli e sopraelevati: un'idea molto apprezzata sarebbe quella di collocare giacigli ad altezze diverse.

giovedì 7 maggio 2015

LATTE SÌ O LATTE NO?



È convenzione popolare che il latte (in genere di mucca) sia l’alimento ideale per i gatti, che ne sono ghiotti. Alcuni, invece, pensano esattamente l’opposto, ritenendo che gli faccia male, provocandogli terribili attacchi di diarrea. Curiosamente, la verità sta nel mezzo. I gatti amano il latte vaccino, ma molti di loro non lo tollerano poiché non possiedono l’enzima adatto alla digestione dello zucchero ivi contenuto, il lattosio. Tuttavia, fornendo quotidianamente in piccole dosi il latte ai gatti, questi ultimi sviluppano l’enzima in questione che, nel giro di breve tempo, gli permette di evitare i fastidiosi attacchi di dissenteria.

domenica 3 maggio 2015

OCCHIO ALLA CODA!

I cani si fanno male con una certa facilità alla coda. In inglese sono dette “happy tail” le ferite da colpi che i cani più vivaci si procurano battendo ripetutamente su superfici dure come muri o pavimenti. In questo caso si tratta più che altro gonfiore e contusioni, raramente fratture che sono più frequenti nel caso di chiusura della coda in una porta. Le fratture alle estremità spesso guariscono da sole lasciando solo un lieve indurimento. Quelle più gravi, ovvero quando frammenti ossei lasciano la loro sede, potrebbero richiederne l’amputazione. Attenzione anche ai danni ai nervi, che si palesano soprattutto quando la coda viene tirata, talvolta da bambini troppo zelanti.

lunedì 27 aprile 2015

GIOCHI FELINI

Se volete acquistare qualche giochino per il vostro micio, entrando in un negozio per animali avrete solo l’imbarazzo della scelta. Prima di decidere, però, tenete conto di alcune cose. I gatti non vedono tutti i colori, per cui un bel giallo per loro non è più visibile di un banale bianco. Al contrario percepiscono meglio il verde e il blu. Ricordate anche che più che la forma dell’oggetto gli interessano la sua mobilità e il rumore emesso, che gli consentono di individuarlo facilmente e di divertirsi nel rincorrerlo. In fondo, per un gatto un gioco non è che una simulazione di caccia. Nell’inseguire una pallina o nel dare zampate a una corda con un peso il tenero micio di casa richiama alla memoria il suo atavico istinto di predatore. In particolare, le sue movenze possono essere riportate alla “cattura” di tre diverse prede e soprannominate “balzo sul topo”, “zampata all'uccellino” e “pescata del pesce”. Il divertimento consiste nel ricreare tali situazioni, impegnando tutti i propri sensi e mettendo in mostra tutta la propria velocità e agilità.
Attenzione ai giochi pericolosi. Fate sparire dalla circolazione aghi, spilli, chiodini, proprio perché piccoli (e tintinnanti) possono essere inghiottiti o comunque trafiggere il vostro amico di casa. Allerta anche per gli apparentemente innocui gomitoli, poiché il gatto può involontariamente legarsi le zampe e farsi male nel tentativo di sciogliersi. Oppure può avvolgersi la corda attorno al collo e rischiare di soffocarsi. O, ancora, può ingerire un filo troppo lungo con gravi conseguenze per lo stomaco e l’intestino.
Passando ad altre tipologie di gioco, i gatti amano arrampicarsi su quegli imponenti tiragraffi che ormai si trovano facilmente in commercio. Si tratta di strutture tubolari collegate da piani, o vere e proprie minicasette, in cui giocare anche a nascondino. Se avete un giardino, qualche attrezzo e un po’ di tempo, potete costruirne uno anche da soli, magari assemblando qualche vecchio piccolo mobile, come cassettiere, scatole di legno, ecc. Creando piccoli cunicoli, spazi su più livelli e attaccandoli corde con palline o altri piccoli oggetti otterrete un ambiente ideale per la “ginnastica” del micio. Fate attenzione però che il tutto sia saldamente ancorato a terra, affinché gli intrepidi quattro zampe non rischino di farsi cadere tutto in testa. Giocare sì, ma in sicurezza.

giovedì 23 aprile 2015

UNA GRANDE AMICIZIA

Secondo uno studio australiano, i ragazzini che possiedono un cane hanno un’incidenza inferiore di sovrappeso e obesità, grazie all’attività fisica esercitata nel giocare, alle passeggiate nei parchi, ai continui stimoli motori. Lo sostiene anche un altro studio della St. George University of London, che ha esaminato oltre 2.000 ragazzini tra i 9 e i 10 anni di età tenendo sotto controllo il livello di attività, la distanza percorsa e la quantità pro-capite di attività fisica, scoprendo che i piccoli padroni di “fido” sono anche quelli meno pigri e sedentari.
Inoltre, da tempo si è compreso che i bambini abituati a convivere con animali acquisiscono naturali capacità di relazionarsi con gli altri. Sviluppare un buon rapporto con un animale aiuta il bambino a fare lo stesso con altri suoi simili. Il fatto che l’animale sia un “diverso” è un ulteriore elemento felice, dato che nel corso della sua crescita e per tutta la sua vita il piccolo essere umano dovrà instaurare relazioni con individui più o meno differenti da lui. Così il rapporto tra umano e animale acquista un significato particolare, diventando uno strumento valido per insegnare a costruire legami positivi anche con i propri simili.
Gli animali domestici, inoltre, consentono ai bambini di raggiungere un maggiore equilibrio interiore, una maggiore serenità, specie se si tratta di figli unici. Il quattro zampe diventa un amico, un compagno di gioco, con cui combattere la noia, divertirsi, persino dormire. Un bambino in compagnia di un animale felice acquisirà un po’ di quella felicità. Per non parlare dell’effetto tranquillizzante: niente di meglio che avere un gattino al proprio fianco mentre fa le fusa, donando al piccolo a due zampe calore e sicurezza.

IN CLINICA…


mercoledì 22 aprile 2015

UNA CONVIVENZA POSSIBILE

Condividete la vostra casa con cani e gatti? Se volete aiutare i vostri amici a convivere felicemente, ci sono una serie di precauzioni che potete adottare. Siate presenti durante i loro primi incontri, per osservarne i comportamenti e rassicurarli sul fatto che non vi è pericolo. Assegnategli ciotole per il cibo differenti, così non solo eviterete conflitti, ma potrete fornire a cane e gatto la giusta alimentazione (ricordate, i loro cibi non sempre sono interscambiabili). Studiate anche giacigli differenti, nel caso una delle parti desideri restare separata dall’altra. Per i gatti è molto semplice: basta piazzare una coperta o una piccola cuccia in un luogo non accessibile ai cani, come un ripiano alto, un piccolo ripostiglio, ecc.
Non spaventatevi se scoppia un piccolo tafferuglio, qualche incomprensione è sempre possibile. Tuttavia, se lo “scontro” è particolarmente aggressivo o si ripete nel tempo, non solo dovrete intervenire per separarli, ma dovrete evitare che restino nel medesimo ambiente quando voi non ci siete.
In linea di massima, comunque, il consiglio principe è sempre lo stesso: mostratevi sereni e pazienti con entrambe le parti, in modo da creare e trasmettere un senso di comunità. Il tempo farà il resto
.

lunedì 20 aprile 2015

GUERRA AI PARASSITI

Con la primavera arrivano anche fastidiosi parassiti come zecche e pulci. Un visita di controllo in ambulatorio può essere l’occasione giusta per scegliere il corretto antiparassitario, selezionato e somministrato in base a specie, peso ed eventuale presenza di altri animali in famiglia. Ricordate, infatti, che alcuni antiparassitari adatti ai cani possono essere velenosi per i gatti. Prima di utilizzarli, quindi, leggete attentamente le istruzioni e chiedete consiglio al veterinario.

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