il nostro staff

il nostro staff

lunedì 18 giugno 2018

VENITE A TROVARCI DA THE MODE!

La sera di domenica 24 giugno, dalle 18.30 alle 20.00 circa, saremo nel parco del locale The Mode (a Legnano in via Verdi 10). Collocati in un nostro piccolo stand, saremo felici di incontravi e di rispondere alle vostre domande, inoltre sarà possibile prenotare una visita gratuita del vostro quattro zampe presso la nostra Clinica (basterà compilare un modulo). Un’occasione per abbinare il divertimento all’utile. Con noi ci saranno anche i volontari del progetto PorciKomodi, che si battono contro lo sfruttamento degli animali. Così, mentre sorseggiate un drink o sgranocchiate uno snack, potrete anche ottenere informazioni e aiutare degli animali.
Se non conosce The Mode, potete visitare il suo sito: www.themode.it. Per informazioni su Porcikomodi: www.vitadacani.org/progetti/porcikomodi.



venerdì 15 giugno 2018

IL GATTO SUL TETTO CHE SCOTTA


Recita un proverbio giapponese: “anche le scimmie cadono dagli alberi.” Parafrasandolo e adattandolo alle nostre zone, potremmo dire “anche i gatti cadono dai tetti (o dai balconi).”
Ogni tanto, infatti, capitano in Clinica gatti che hanno sperimentato questa brutta esperienza. Le lastre che vedete in questo post sono tutte relative a un solo gatto, che caduto dal settimo piano si è fratturato almeno un osso per ogni arto. Che fare se accade qualcosa del genere? Il gatto va ovviamente portato immediatamente dal veterinario, ma cercando di toccarlo/spostarlo il meno possibile, perché sente dolore e perché potreste peggiorare i danni.
Come evitare che tali incidenti accadano? Innanzitutto, anche se i gatti sono agilissimi e ottimi equilibristi, bisognerebbe impedirgli di affacciarsi a balconi e finestre di piani alti. In particolare sono pericolose le finestre che si aprono a ribalta (o basculanti), che spesso li fanno scivolare oppure vi finiscono incastrati. I gatti possono cadere anche a causa degli uccellini, se ne vedono qualcuno nei pressi di finestre sono pronti a fare l’impossibile per cercare di raggiungerli, con conseguenze disastrose. Attenzione quindi a che non ci siano nelle vicinanze nidi o posti dove i volatili si recano di frequente.







mercoledì 13 giugno 2018

NUOVO VACCINO CONTRO LA LEISHMANIOSI

Letifend è il nome di un nuovo vaccino contro la leishmaniosi, la cui principale particolarità, rispetto ai vaccini precedenti, è che necessita di una sola iniezione ( gli altri vaccini ne richiedono 3). In questo modo il proprietario risparmia tempo e denaro, mentre il cane non deve subire tre iniezioni. Il vaccino dura un anno. Ovviamente in Clinica lo abbiamo e se ancora non avete provveduto a vaccinare contro la leishmaniosi il vostro cane è tempo di farlo, dato che il caldo è arrivato e con lui le zanzare. Per info e appuntamenti, il numero di telefono è il solito: 0331556605.

venerdì 8 giugno 2018

A SPASSO PER LEGNANO

Se camminate per le strade di Legnano, potreste imbattervi negli autobus con la nostra nuova pubblicità.

giovedì 7 giugno 2018

ALIMENTI PER DISTURBI SPECIFICI

Presso la Clinica Veterinaria Parabiago è possibile acquistare cibi speciali per cani e gatti affetti da disturbi come allergie, insufficienza renale, obesità, ecc. L'alimentazione è un elemento fondamentale nella cura di talune patologie, è quindi importante impostare, con l'aiuto di un veterinario, una dieta corretta. Per questo abbiamo deciso di tenere in Clinica tali prodotti, potendo così fornire un servizio più completo e tempestivo ai nostri pazienti a quattro zampe.

giovedì 24 maggio 2018

QUANDO I CANI SONO I BENVENUTI

Non è sempre facile trovare un albergo che accetti di ospitare anche i cani. E quando lo si trova non sempre è efficiente nel farlo, magari relegando la bestiola in spazi angusti. Non è il caso dell'Hotel Poli di San Vittore Olona (www.polihotel.it) che è felice di accogliere i vostri amici a 4 zampe! I cani possono accedere alle camere e a tutte le aree comuni, ristorante e sala colazione, purché accompagnati. Inoltre, è possibile portarli a passeggio nei dintorni della struttura. Infine, se contattate l'albergo prima di arrivare e gli comunicate che state portando un cane, vi faranno trovare in camera una ciotolina per dissetarlo. Abbiamo personalmente testato l'ospitalità riservata ai quattro zampe e ne siamo rimasti molto soddisfatti.
L'Hotel Poli è situato tra Milano e Varese, lungo la strada statale del Sempione e si trova a due passi sia dai luoghi di maggiore interesse (Milano, Lago Maggiore, Lago di Como, Legnano) che dagli aeroporti internazionali di Milano Linate e Malpensa e dal Polo Fieristico di Milano Rho-Pero.

mercoledì 23 maggio 2018

MISURAZIONE GRATUITA PRESSIONE GATTO


Da oggi fino a fine giugno la Clinica Veterinaria Parabiago offre ai proprietari di gatti la possibilità di misurare gratuitamente la pressione del loro animale da compagnia.
Perché misurare la pressione?
Perché la pressione alta, o ipertensione, è una malattiache può causare bravi danni ai gatti. Ipertensione significa che il sangue scorre nei vasi con una pressione eccessiva che può causare emorragie in alcuni organi vitali. Inoltre può restare invisibile per un lungo periodo, ecco perchè viene solitamente chiamata killer silenzioso. Può anche provocare insufficienza renale, ecco perchè è essenziale un check-up regolare dal Veterinario.
Per fissare un appuntamento per la misurazione gratuita basta telefonare allo 0331556605.

mercoledì 9 maggio 2018

ENDOSCOPIA

Presso la nostra struttura da diversi anni è attivo un servizio di diagnostica per immagini endoscopica (esami delle cavità interne dell'organismo con apparecchi ottici introdotti ).
La Clinica è dotata di vari tipi di endoscopi, rigidi e flessibili, in modo da poter eseguire diverse tipologie di esame. Vengono abitualmente effettuate indagini del tubo gastroenterico e dell'apparato respiratorio.
Tutti gli esami vengono seguiti in anestesia generale, monitorata e assistita, in tutta sicurezza per il paziente.
Oltre ad affrontare casi clinici interni alla struttura, siamo a disposizione dei colleghi per eventuali esami su referenza.
Rimaniamo disponibili per una consulenza telefonica post-endoscopica gratuita per meglio modulare la terapia.

giovedì 3 maggio 2018

5 CURIOSITÀ SULLE FARFALLE


1 Esistono circa 200.000 specie di farfalle, una cifra esatta è impossibile da definire, anche perché ogni anno ne vengono scoperte 700 nuove. Si dividono in farfalle diurne e farfalle notturne, o falene, anche se non è detto che queste ultime volino solo di notte.

2 La farfalle diurne tendono a essere più colorate, ma quelle notturne hanno ali più variegate e con motivi ornamentali più elaborati.

3 L’80% delle farfalle in Europa è a rischio di estinzione, quindi non cercate di catturarle, piuttosto di allevarle. Molte, infatti, possono essere allevate con facilità.

4 Alcune farfalle possono volare molto in alto. La vanessa del cardo, una delle farfalle diurne più diffuse, è stata avvistata a 3.000 metri di altezza e può percorrere fino a 1.000 chilometri.

5 La attacus atlas è la farfalla più grande del mondo, l’ampiezza delle sue ali raggiunge i 30 centimetri.

Le immagini sono illustrazioni di Maria Sibylla Merian (1647-1717)

mercoledì 2 maggio 2018

IPERTENSIONE FELINA


I gatti, come le persone, possono soffrire di ipertensione, ovvero della condizione clinica in cui la pressione del sangue nelle arterie della circolazione sistemica risulta elevata comportando un aumento di lavoro del cuore.
L’ipertensione viene spesso definita “killer silenzioso” perché non è visibile fino a quando non arreca gravi danni ad organi quali occhi, reni, cuore e cervello. Gli studi hanno rilevato che almeno 1 gatto su 6 oltre 7 anni d’età può soffrirne e il rischio diventa più alto se il gatto soffre di insufficienza renale cronica o di ipertiroidismo. 
Un sorprendente 74% di proprietari di gatti non ha mai sentito parlare di ipertensione del gatto. La misurazione della pressione in modo preventivo, almeno una volta all’anno in tutti i gatti oltre i 7 anni, consente infatti una diagnosi precoce dell’ipertensione, evitando che il gatto riporti danni spesso irreversibili.

mercoledì 25 aprile 2018

LA STORIA DI LAPO


In Clinica talvolta arrivano casi (e pazienti) più complessi di altri, che possono evolversi in modi inaspettati. Abbiamo chiesto al Dottor Luca Redaelli di raccontarcene qualcuno. Inizialmente ha opposto un po' di resistenza, ma poi ha collaborato. Ecco, quindi, la storia di Lapo.

Lapo è un cacciatore di cinghiali. È un laika, una razza russa molto coraggiosa, in grado di entrare nel sottobosco più impenetrabile.
Una domenica mattina di ottobre parte al fianco del suo proprietario per una battuta di caccia, ma non è la sua giornata fortunata. Quel giorno un pallettone sparato dal padrone viene deviato da un primo albero, poi da un secondo e alla fine raggiunge proprio Lapo. L’animale viene colpito a un arto anteriore mentre sta saltando fuori dai rovi, il proiettile gli entra nel torace passandolo da parte a parte e passa nell’altro arto.
Lapo viene immediatamente soccorso e portato da colleghi dell’Ambulatorio Veterinario Lago d’Orta in condizioni disperate, in stato di shock e con serie difficoltà respiratorie. Ulteriori indagini evidenziano paresi dell’arto destro, pneumotorace (aria nella cavità pleurica), importanti lesioni del polmone, frattura dell’omero sinistro. Nonostante la gravità della situazione gli viene salvata la vita in extremis. Lapo lotta. Sottoposto a terapia intensiva, sempre presso l’ambulatorio Lago d’Orta, vede stabilizzarsi le principali funzioni vitali. Dopo sette giorni riprende a mangiare ma non è in grado di camminare, uno dei suoi arti anteriori è ancora in stato di paresi (il destro), l’altro è compromesso da fratture multiple. È quest’ultimo che dobbiamo tentare di salvare, perché Lapo, che certo non potrà più correre come prima, possa almeno stare in piedi e muoversi autonomamente.
Dopo aver consultato i colleghi che lo avevano in cura, decidiamo di operare. Lo addormentiamo e riusciamo a estrarre il grosso proiettile che ha ancora all’interno dell’arto fratturato. È completamente deformato dagli alberi che lo hanno deviato. Dopodiché applichiamo due grandi placche per stabilizzare la frattura. Avrà un arto più corto dell’altro a causa della frantumazione dell parte centrale dell’osso operato. Pazienza, l’importante è che viva e che sia autosufficiente. Incrociamo le dita. A sette giorni dall’intervento, l’arto in stato di paresi di Lapo riacquista un po’ di sensibilità: lo muove e lo appoggia con gran difficoltà, ma tenta con tutte le sue forze di rialzarsi.
Comincia ad appoggiare delicatamente anche l’arto fratturato e, molto faticosamente, riesce a muovere pochi passi, anche grazie ai veterinari che lo avevano soccorso inizialmente e che gli hanno praticato della fisioterapia seguendolo passo dopo passo. È l’inizio della ripresa. Non correrà più nei boschi, ma vivrà godendosi il meritato di riposo, una sorta di pensione anticipata il più lontano possibile dalle armi da fuoco.





sabato 21 aprile 2018

LA CATTIVA REPUTAZIONE DEGLI SQUALI

Da tempo immemorabile gli squali vengono additati come animali feroci che fanno strage di uomini. Bufale, notizie gonfiate, fake news per riempire spazi vuoti in giornali e telegiornali di scarso valore. Nelle righe successive proviamo a riabilitare gli squali dalla cattiva fama che gli è stata cucita addosso dai loro nemici più terribili: gli uomini.


“Squali!” Un grido d’allarme destinato a seminare il terrore tra marinai, sommozzatori, bagnanti, naufraghi e chiunque si trovi in mare o nelle vicinanze dello stesso. Letteratura, cinema e fumetto avventuroso hanno spesso raccontato il temibile incontro tra l’uomo e il pescecane, nell’immaginario collettivo è in particolare un film hollywoodiano a risvegliare tutta la paura e la tensione suscitate dal temibile animale. Si tratta ovviamente di Lo squalo (ma in originale si intitola Jaws, “Mascelle”), pellicola del 1975 diretta da Steven Spielberg e ispirata al romanzo di Peter Benchley. La storia racconta del cruento scontro con un gigantesco squalo bianco condotto da un poliziotto (Roy Scheider), un biologo marino (Richard Dreyfuss) e un cacciatore di squali (Robert Shaw). Le enormi mascelle del pesce, che spalancate si avventano verso l’imbarcazione del trio di umani sono uno spettacolo affascinante e terribile allo stesso tempo, che ha reso il film un blockbuster e gli ha fatto guadagnare ben tre seguiti, nessuno dei quali girato da Spielberg. 
Col nome squalo, o pescecane, viene indicato un nutrito gruppo di pesci predatori dalle forti mascelle e dalle dimensioni medio-grandi. Nonostante la loro fama di creature feroci, a cui ha contribuito il succitato film, solo pochi squali sono pericolosi per l’uomo. Di questi temuti pesci ne esistono 375 specie, la cui lunghezza varia da 20 centimetri a 12 metri, anche se la metà delle specie non raggiunge il metro. Il loro aspetto, poi, varia moltissimo: esistono squali appiattiti (la squatina), oppure giganteschi ma assolutamente innocui (squalo elefante), o ancora dalle forme sorprendenti (pesce martello).
Lo squalo dell’omonimo film è lo squalo bianco, che può raggiungere i sei metri di lunghezza e il peso di due tonnellate. È estremamente vorace, ma la sua preda preferita sono le foche non gli esseri umani, che talvolta attacca proprio perché li scambia per foche. I più a rischio in questo senso sono i surfisti, la cui sagoma vista da sott’acqua mentre sono sdraiati sulla tavola e con braccia e gambe la spingono assomiglia in modo impressionante a quella delle foche di cui gli squali bianchi sono ghiotti. 
Lo squalo balena è invece il più grande pesce esistente. Con il corpo scuro coperto di puntini bianchi, è una creatura docilissima, ma le sue dimensioni spaventerebbero chiunque non lo sapesse. Può infatti raggiungere i 20 metri di lunghezza. 
Lo squalo marmoreggiato vive sul fondo del mare, si mimetizza con l’ambiente circostante, addirittura si ricopre parzialmente con la sabbia diventando indistinguibile dal fondale. Il rischio è calpestarlo senza accorgersene, provocandone la reazione.
E gli esempi potrebbero andare avanti a lungo.
La maggior parte degli squali non attacca l’uomo, a meno che non si senta minacciato o provocato, o non confonda l’uomo con un’altra preda. Si stima che gli attacchi condotti annualmente in tutto il mondo contro gli esseri umani non superino i 75, di cui meno di dieci sono mortali. Resta comunque preferibile tenersi al largo delle loro pinne e, soprattutto, dai loro denti, distribuiti in più file e pronti a ruotare in avanti quando uno della fila precedente cade. Decisamente più preoccupante è il bilancio degli squali attaccati dagli esseri umani. L’uomo infatti uccide questi pesci per utilizzarne la carne, le pinne, la pelle e l’olio prodotto dal fegato. A questo si aggiungono la pesca sportiva e le uccisioni involontarie dovute al fatto che talvolta gli squali rimangono impigliati nelle reti dei pescatori. Senza contare le morti per scopi decisamente futili, come procurarsi souvenir quali mascelle e denti di da esibire come trofei. Non mancano neanche veri e propri atti di crudeltà commessi da pescatori e cacciatori, che una volta catturati gli squali gli tagliano le pinne (usate per una particolare zuppa orientale) quando sono ancora vivi e poi li ributtano in acqua, ove diventano facili bersagli di altri predatori. Si calcola che circa 100 milioni (!) di squali vengano uccisi, in un modo o nell’altro, dagli uomini ogni anno. Una vera e propria strage, che ha reso a rischio di estinzione alcune specie e che, ancora una volta, dimostra che l’animale più feroce della Terra è l’uomo. Altro che squali…

giovedì 12 aprile 2018

TEMPO DI ANTIPARASSITARI

La primavera pare essere finalmente arrivata, anche se con un po’ di pioggia. Con lei si sono fatti vivi i parassiti, pulci e zecche, in grado di creare parecchi fastidi ai nostri amici cani e gatti. È quindi tempo di correre i ripari con appositi antiparassitari. Li potete acquistare qui in clinica, usufruendo anche dei consigli dei veterinari sul tipo migliore da utilizzare e sui quantitativi. Ricordate che antiparassitari innocui per i cani possono essere letali per i gatti, quindi tenetelo presente al momento della scelta. Vi aspettiamo.